Lycée Athena

I vostri manager escono con un sistema AI che funziona. Il loro.

Quattro giornate sui vostri processi reali. Non un caso studio: un sistema costruito da loro, sui loro dati, che resta in azienda.

Quattro giornate · da sette a otto manager per edizione · presso la vostra sede

Ogni settimana arriva uno strumento nuovo, una dimostrazione, un esperimento partito da qualche parte in azienda. La direzione segue da lontano e approva la spesa.

Poi arriva il momento di decidere: quale processo cambiare per primo, dove tiene la persona il controllo, chi risponde se il sistema sbaglia. La risposta più frequente è che non lo sanno.

Usano già l'AI. Non la governano.

Dove si blocca

Tre cose che nessun corso insegna.

Non sanno cosa chiedere.

Mappare un processo perché lo regga un sistema AI è un mestiere diverso dall'usare un assistente in linea. Quasi nessuno li ha mai portati a farlo su un caso vero.

Non sanno dove tenere il controllo.

In quale punto del processo deve decidere una persona, chi firma, chi risponde se il sistema sbaglia. La risposta la deve avere la direzione, non il reparto tecnico.

Non sanno calcolare il ritorno prima.

Le ore che si liberano si contano prima di spendere, non dopo. Senza quel conto ogni cantiere AI diventa un atto di fede.

Il metodo

Quattro giornate. Quattro verbi.

Ogni giornata consegna un risultato, e quel risultato è la materia prima della giornata dopo. Chi salta un passaggio se ne accorge subito.

Le quattro giornate del laboratorio: quello che succede in aula e quello che resta in azienda.
Giornata Cosa succede in aula Cosa esce
Giorno 1 Capire Si mappa il processo con chi lo fa tutti i giorni: fasi, ruoli, eccezioni, punti critici, dati che entrano e dati che escono. Lavoro analogico, sul muro. La mappa del processo. È la spina dorsale di tutto quello che viene dopo.
Giorno 2 Costruire La mappa diventa un sistema che gira: procedure, agenti, dati, collegamenti. Il team corregge e conferma pezzo per pezzo, e vede cosa cambia a ogni correzione. Un sistema che gira davvero, non una presentazione di quello che si potrebbe fare.
Giorno 3 Appropriarsi Il team riscrive le procedure con parole sue, decide dove serve l'approvazione di una persona e fa girare il processo dall'inizio alla fine. Gli errori da correggere sono preparati da noi, non capitano a caso. Le procedure operative e i punti di approvazione umana, scelti da loro.
Giorno 4 Dimostrare Prove sui casi difficili, numeri prima e dopo, cruscotto. Poi la presentazione a chi, in azienda, dovrà dire sì. Non una presentazione: un collaudo. Il documento con cui si chiede di andare in produzione, numeri inclusi.

Il sistema lo costruisce il team. Noi stiamo accanto.

Cosa resta

Alla fine del quarto giorno non escono slide.

Escono due cose: un sistema documentato e provato, e le carte per dimostrare come è stato deciso. Sono gli stessi strumenti che usiamo nei sistemi in produzione.

Il sistema

  • Lo schema del processo, validato dal team.
  • Gli agenti: uno che coordina, gli altri specializzati per fase.
  • Le procedure operative, una per ogni fase del processo.
  • I dati strutturati e la base di conoscenza.
  • I numeri prima e dopo, con il cruscotto per leggerli.
  • I casi di prova, per verificare che continui a funzionare.

La governance

  • La classificazione del sistema secondo l’AI Act.
  • La valutazione d'impatto sulla protezione dei dati.
  • Il registro delle decisioni, leggibile da un revisore.
  • I punti di approvazione umana: chi decide, quando, su cosa.
  • I rischi di sicurezza e le misure prese.
  • La procedura per gli incidenti: cosa si fa, chi si avvisa, come si torna indietro.

Due edizioni

Dove è già successo.

Prima edizione

Un gruppo assicurativo.

I manager hanno portato in aula i propri processi, non un caso di scuola. In quattro giornate hanno costruito i sistemi da soli, uno per processo, con i punti di approvazione umana decisi da loro.

A luglio li hanno presentati al vertice aziendale. Nessuna obiezione sul metodo, e la priorità indicata è stata portare in produzione i due processi del laboratorio.

La richiesta è arrivata da loro: rendere il laboratorio ricorrente, non un evento.

Dal laboratorio alla produzione

Zincatura di Cambiano.

Zincatura a caldo conto terzi. In aula sono entrati i problemi veri: sapere a che punto è un ordine senza doverlo chiedere al telefono, e mettere ordine nei programmi di produzione.

Quello che è nato in laboratorio è poi andato in produzione. Il referente tecnico interno lo ha preso in mano, con noi accanto e non al posto suo.

La direzione impara a dirigere, il referente tecnico impara a costruire.

Come si svolge

Da sette a otto persone. Non di più.

Sopra quel numero la discussione smette di funzionare e l'aula torna a essere una platea. Le quattro giornate si tengono presso la vostra sede oppure presso un partner di rete, e il calendario si concorda: consecutive, o una a settimana.

Il processo è il vostro. Su quali dati si lavora si decide prima.

Come lavoriamo in aula

  • Il primo giorno è analogico: carta e muro, nessuno schermo.
  • Si lavora in gruppi da due o tre, ognuno su una parte del processo.
  • Gli errori da correggere sono preparati da noi: servono a insegnare, non a perdere ore.
  • Si detta a voce e si corregge: nessuno deve scrivere codice.
  • Il quarto giorno la presentazione la fa il team, non la facciamo noi.

Il filtro

A chi serve, e a chi no.

È per voi se

  • Avete da sette a otto persone che decidono su processi veri, non solo chi li esegue.
  • C'è un processo che qualcuno in azienda vuole cambiare davvero, e sa dire perché.
  • Accettate che quelle persone escano dall’operatività per quattro giornate intere.
  • Dopo il laboratorio volete portare qualcosa in produzione, non archiviare un attestato.

Non è per voi se

  • Cercate un corso d'aula con attestato e basta: qui alla fine c'è un sistema che gira.
  • Volete formare i tecnici. Il reparto tecnico sa già costruire: qui impara a dirigere chi decide.
  • È il vostro primo contatto con noi a freddo. Al laboratorio si arriva da un accordo di rete o da un cantiere già avviato.
  • Volete che il sistema lo costruiamo noi mentre il team guarda. Il patto è esattamente il contrario.

Tre domande

Quelle che ci fanno sempre.

In azienda non abbiamo gli strumenti che usate in aula.

È l'obiezione più frequente, e chi la fa ha ragione. Quello che resta non è lo strumento: è saper progettare il processo e sapere che cosa serve per farlo girare da voi. La prima cosa che si scopre in aula è proprio quella lista, e arriva prima di ogni spesa.

Serve competenza tecnica?

No. In aula si dirigono agenti e procedure, non si scrive codice. Chi conosce il processo conta più di chi conosce la tecnologia: è il motivo per cui in aula ci vanno i manager.

Che cosa succede dopo?

Il documento che esce dal quarto giorno è già il capitolato di un cantiere: cosa serve, chi va coinvolto, in che ordine. Chi decide di portarlo in produzione passa da Metis, con le stesse persone dentro. Chi non decide niente ha comunque un sistema in mano e un team che sa leggerlo.

L'impegno

Quota per partecipante, calibrata su quante persone entrano in aula.

Il preventivo si fa dopo la call: dipende da quanti processi portate in aula e da quante persone li seguono. Nella call si decide anche se il laboratorio è la cosa giusta adesso, oppure se conviene partire da un'altra parte.

La call di qualifica

Prenotate la call di qualifica (30 min)

Trenta minuti per capire quali processi portare in aula, quante persone coinvolgere e quando farlo. Se il laboratorio non è la cosa giusta per voi adesso, ve lo diciamo.

  • Trenta minuti, nessun impegno. La tiene Michele Balsamo.
  • Guardiamo il vostro gestionale e il processo che vi costa di più.
  • Se non c'è un ritorno netto, siamo noi a dirvi di non procedere.

Se non sapete il nome esatto va bene anche “non lo so”: lo troviamo insieme.

Vi rispondiamo con due o tre orari entro un giorno lavorativo.

Non vi iscriviamo a nessuna lista e non passiamo i vostri dati a nessuno.